Back to the future: i (contro) trend creativi dell’ultimo anno - A lab
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Back to the future: i (contro) trend creativi dell’ultimo anno

“Il prossimo sabato sera ti rimanderò indietro nel futuro.”
Emmett L. “Doc” Brown

Il mondo in generale – in particolare quello della tecnologia, del digital marketing e della comunicazione – sta attraversando un’evoluzione senza precedenti. Dal Multiverso, allo sviluppo dell’AI generativa fino ai progetti di Elon Musk come Neuralink tra uomo e computer. Appare paradossale però come in questo scenario sempre più tech e oseremmo dire “fantascientifico” la comunicazione, anche e soprattutto delle più grandi aziende al mondo, stia tornando alla sue radici, con un approccio più essenziale e analogico e con idee straight to the point che non si servono in alcun modo di tecniche o tecnologie innovative. Una sorta di “ritorno al futuro creativo” e di riscoperta di uno stile human oriented sempre efficace, confermato da una serie di trend creativi che stanno ridefinendo lo stile con cui i brand si connettono con il proprio pubblico.

La semplicità vince sempre: la campagna FIAT

In un’epoca dominata dalla tecnologia e dalla complessità, Fiat tira fuori un’idea pura e originale, una specie di domanda fondamentale del mondo automotive: ma perché si producono tantissime auto di colore grigio? Da questa semplice intuizione è nata la campagna “NO GREY”. Essa non solo cattura l’essenza del marchio e la sua italianità ma la racconta attraverso una video-installazione 100% analogica che ci comunica questa grande rivoluzione del brand senza fronzoli e orpelli. Niente AI, niente regie avveniristiche o tecniche futuristiche: solo un’auto, l’Amministratore Delegato dell’Azienda e…un grande barattolo di vernice arancione!

Empatia e relazione: come British Airways è diventato “un brand per amico”

Non solo Fiat. Altri marchi storici come McDonald’s, Ikea e British Airways hanno abbracciato la semplicità, riscoprendo il patrimonio di marca: McDonald’s e i suoi iconici archi, Ikea e il suo design democratico, British Airways e il fascino emotivo del volo. Proprio quest’ultima ha creato, nell’ultimo anno, una campagna che definiremmo old school sia per lo stile comunicativo che per i supporti utilizzati che ha avuto un enorme successo e fatto parlare di sé non solo oltremanica. La ragione? Il tutto è stato creato con contenuti originali degli stessi utenti – la definiremmo user generated content nel mondo digital – stabilendo un rapporto consumatore-brand in cui quest’ultimo non vuole vendere nessun prodotto ma diventare un vero e proprio partner. Come? Entrando nella quotidianità, stabilendo connessioni profonde e personali, scoprendo sfaccettature della personalità, punti di forza ma anche debolezze attraverso l’empatia e il coinvolgimento attivo.

Fare anziché comunicare: l’attivismo come mezzo di comunicazione

Proprio come British, anche più di British. I marchi di tutto il mondo sono sempre più vicini alla vita delle persone e lo sono talmente tanto da riuscire a inventare soluzioni proattive ai problemi tangibili delle comunità come, ad esempio, il costo di un matrimonio, che Penny Market ha proposto di celebrare all’interno dei propri store per risparmiare. Uno dei tanti casi di attivismo da parte di brand il cui obiettivo è sempre più quello di fornire aiuti e assistenza nella vita quotidiana, supportando le comunità con un approccio reale e incentrato sulle persone. In questo modo i marchi riescono a stabilire connessioni più profonde e solide rispetto a quelle create raccontando storie con un classico spot tv.

Riscoprire l’essere umano ai tempi dell’AI

Giorno dopo giorno, ci troviamo sempre più avvolti dall’accattivante meraviglia generativa dell’AI.
Dalle frasi alle immagini, fino alla musica e ai video: questo strumento sta prendendo velocemente il sopravvento su ogni asset comunicativo espandendo gli orizzonti creativi e spesso varcando i confini tra cosa è reale e cosa non lo è (ne abbiamo parlato qui). In un’epoca sempre più dominata dall’intelligenza artificiale, la comunicazione di molti brand ha voluto sottolineare l’importanza dell’unicità umana celebrando le qualità che ci distinguono e ci rendono unici. Ne è un esempio la campagna di Translated che ha sottolineato proprio questo: nessuno meglio di un essere umano può “tradurre” il linguaggio (soprattutto prossemico e non verbale) di un altro essere umano. Questo racconto emozionale e human oriented, esplicitato anche dal payoff “We believe in humans”, vuole mettere in risalto proprio quei valori che ci rendono speciali e che ci permetteranno di navigare nell’evoluzione tecnologica mantenendo salda la nostra identità.

2024: l’inizio di una nuova era creativa?

Come abbiamo potuto vedere, il 2024 è stato (e continuerà a essere) un anno ricco di opportunità, cambiamenti e innovazioni nel mondo della comunicazione e probabilmente siamo solo all’inizio di questi trend in costante e veloce ascesa. Le aziende che abbracciano e si fanno portatrici di queste tendenze creative avranno la possibilità di creare connessioni autentiche con il proprio target e di farsi strada in un panorama sempre più affollato, competitivo e dinamico.

Se anche tu vuoi creare progetti di comunicazione – sui social e non solo – che rendano il tuo brand o la tua azienda distintiva e unica, compila il form qui sotto.

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