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Da Sora a Lumiere: la nuova frontiera dell’AI generativa per i video è in arrivo

Cosa accomuna il video di una ragazza che passeggia per Tokyo, quello di alcuni mammut che corrono sulla neve e un trailer che vede protagonista un astronauta trentenne? Tutti e tre sono nati mediante l’utilizzo dell’AI e ciò è avvenuto per la prima volta.
La creazione di questa tipologia di contenuti – subito diventati virali – ha destato, come ovvio che fosse, stupore e curiosità, dato che si tratta dell’ennesimo potenziale cambiamento epocale che coinvolge l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Dopo l’arrivo di Chat GPT per la scrittura di testi e DALL-E per la generazione di immagini, Open.AI – azienda fondata da Elon Musk nel 2015 – fa il proprio ingresso trionfale anche nel mondo della creazione di video con la nascita di una nuova piattaforma creata ad hoc: Sora.

Cosa può fare (e non fare) Sora

Il funzionamento di Sora, così come vale per la cugina DALL-E, si basa sui prompt. Un utente ne digita uno con il testo della scena desiderata e la piattaforma restituisce una clip ad alta definizione. Sora, inoltre, può anche generare video a partire da immagini fisse, può estendere video esistenti o riempire i fotogrammi mancanti.
Al momento è disponibile solamente ad alcuni “red teamers” per test di sicurezza, le funzionalità sono limitate ed è possibile dare vita a contenuti della durata di massimo un minuto.

Gli altri restano a guardare i video? I (futuri) competitor di Sora

Con Sora, OpenAI mira a competere con gli strumenti AI di generazione video di aziende come Meta e Google, che ha annunciato Lumiere a gennaio.
Anche Amazon ha rilasciato Create with Alexa, un modello specializzato nella generazione di contenuti animati per bambini, brevi e basati su prompt.

Sora: un rischio o un’opportunità?

Il video, dunque, sembra essere il prossimo territorio che l’AI conquisterà, con chatbot e generatori di immagini che si sono già abbondantemente insinuati nelle dinamiche, lavorative e non, di tanti consumatori e numerose aziende. Se le opportunità “positive” sembrano numerosissime, le nuove tecnologie rappresentano anche un potenziale pericolo se usate in maniera errata. Basti pensare che, come riportato dall’azienda di machine learning Clarity, il numero di deepfake generati dall’AI è aumentato del 900% su base annua. Ciò però non vuol dire che il progresso debba essere fermato, anzi. È fondamentale, invece, affidarsi a professionisti del settore per far sì che tali strumenti vengano utilizzati in maniera fruttuosa e sapiente. Se credi che anche la tua azienda o la tua attività abbiano bisogno di questa tecnologia, compila il form qui sotto.

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