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Le elezioni più social di sempre: chi vincerà?

Le dimissioni del premier Draghi del 21 luglio hanno difatti aperto la campagna elettorale che si chiuderà con le votazioni del 25 settembre. Queste improvvise elezioni hanno dato vita ad una delle campagne elettorali più sui generis della storia del Paese, della durata di soli due mesi e per di più durante il periodo estivo (cosa mai accaduta dal 1948 a oggi). In questo contesto i classici mezzi come comizi in piazza, affissioni e dibattiti tv sono stati sostituiti quasi totalmente da un canale di comunicazione più veloce e performante, dando vita a quelle che possiamo definire le elezioni più social della storia d’Italia.

Dal politichese ai reel: il linguaggio dei politici sui social

Se Twitter è già da anni un social utilizzato da molti personaggi della politica per una comunicazione più tecnica e istituzionale, composta esclusivamente da parole, non si può dire altrettanto di Facebook, Instagram e TikTok: 3 social network con target e soprattutto linguaggi diversi tra loro a cui molti politici si sono avvicinati solo ultimamente in fase di campagna elettorale, soprattutto per intercettare l’elettorato più giovane composto dai Millenials e dalla Generazione Z. Per farlo, ovviamente, i candidati hanno dovuto rivedere il proprio modo di comunicare, aggiornandolo e adattandolo al contesto di riferimento, soprattutto per quanto riguarda il “più giovane” di questi social, ovvero TikTok. Ma come hanno comunicato le più influenti figure politiche del nostro paese sui social? Sono rimasti fedeli al loro stile o si sono completamente snaturati? Scopriamolo con un “best of” della campagna elettorale sui social degli ultimi mesi.

Partiamo dal politico “più social”, ovvero Matteo Salvini, che già da anni utilizza i Facebook e Instagram in maniera prorompente, con uno stile che sì ha fatto discutere ma che gli ha permesso di guadagnare milioni di followers. Il leader della Lega, sbarcato anche su TikTok da tempo, durante quest’ultima campagna elettorale ha alternato contenuti più seri su temi e programmi politici ad altri più giocosi e di condivisione.

@silvio.berlusconi

Ciao ragazzi, eccomi qua. Vi do il benvenuto sul mio canale ufficiale #Tiktok per parlare dei temi che più stanno a cuore a Forza Italia e al sottoscritto e che vi riguardano da vicino: parleremo e discuteremo del vostro #futuro Vi racconterò di come vogliamo rendere l’#Italia un Paese che possa darvi nuove opportunità e la possibilità di realizzare i vostri sogni. Ci rivediamo presto su TikTok ! #silvioberlusconi #berlusconi #elezioni #forzaitalia🇮🇹💪❤️ #politica #giovani

♬ suono originale – Silvio Berlusconi

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi non ha abbandonato il suo linguaggio istituzionale su tutti i canali lasciandosi andare, solo su TikTok, a qualche battuta e alle sue celeberrime barzellette che gli hanno fruttato, solo sul social cinese, più di 500K followers. Inoltre il primo video postato dal “Cavaliere”, con cui si è ufficialmente presentato su TikTok, ha registrato oltre 9,2 milioni di views: un vero e proprio record, almeno tra i politici italiani.

Giuseppe Conte, che durante la sua Presidenza -anche per via della pandemia- aveva fatto uso di Facebook e Instagram ricorrendo spesso a post e dirette, ha investito su Tiktok con una strategia ben precisa: smascherare o sbugiardare i propri avversari.

Matteo Renzi, rimasto istituzionale su Facebook e Instagram, ha usato invece su TikTok l’arma dell’autoironia, provando ad utilizzare a suo vantaggio meme e prese in giro che da anni imperversano sui social come “First reaction shock” o “Shish” e strizzando l’occhio alla Gen Z citando trend tanto cari come il corsivo.

Chiudiamo con il Dem Enrico Letta che ha parlato di TikTok come “una cosa seria” scegliendo di non comunicare con un profilo personale ma solo attraverso il canale istituzionale del suo partito, curato da alcuni suoi esponenti come Alessandro Zan. Scelta che, almeno per ora, non ha pagato avendo la pagina del PD raccolto solo poche migliaia di followers.

Chi vincerà le elezioni? Il nostro “Social Poll”

Dei 47 milioni di italiani che domenica si apprestano a recarsi alle urne, forse non proprio tutti avranno i social (si stimano 43 milioni di utenti social in Italia) e sappiamo che seguire una pagina di un partito o di un candidato non equivale a volerlo votare. Però è innegabile che parte dei followers possano trasformarsi in possibili elettori. Sulla base di questo ragionamento, ci siamo voluti divertire con i numeri e abbiamo realizzato il “Social Poll”: una proiezione di quelli che potrebbero essere i politici più votati il 25 settembre in base al numero di followers raggiunto sui 3 principali social teatro della campagna elettorale.

Dai dati, puramente numerici, si evince che il centrodestra è sicuramente lo schieramento più seguito sui social con il “tridente” Salvini, Berlusconi, Meloni. Seguono, con 7 e 10 milioni di followers in meno, Giuseppe Conte e il centrosinistra -con parecchi esponenti, anche di spicco, che hanno scelto di non andare su TikTok- trascinati, lato social, dai numeri dell’ex Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Resta parecchio indietro a livello di followers il 3° polo di Renzi e Calenda. Se questi numeri dovessero, anche in parte, tradursi in voti effettivi, sembra chiaro quale sarà l’esito elettorale di domenica.

L’effetto boomer-ang: parlare di politica sui social è efficace?

I social sono stati l’arena prescelta per questa campagna elettorale: un luogo digitale che mette a disposizione mezzi visivi e di contatto sempre più dettagliati, permettendo di comunicare contemporaneamente ad un pubblico vasto e variegato, che va dagli appena 18enni fino agli over 70 presenti sulle piattaforme.
Ma la domanda che sorge spontanea dopo questi due mesi di campagna elettorale è una: i social sono il palcoscenico adatto a cui affidare la campagna elettorale che potrebbe decidere le sorti del futuro dell’Italia? I segnali che giungono da parte dei Millennials e della Gen Z -raggiunti mezzo social proprio perché potrebbero essere l’ago della bilancia di questa tornata elettorale- sono tutt’altro che positivi e l’effetto boomer-ang sembra ormai già cosa fatta.

@maestraalessiaof

@emmagaleotti finalmente una giovane ragazza parla con i politici:ragazzi io sono con voi 🫶🏻#emmagaleotti #elezioni25settembre #liberta

♬ suono originale – maestraalessia

“Non siamo così stupidi che ci basta vedere un video per votarvi. Se ci volete intrattenere ok, ma non perdete tempo”.

Si è espressa così Emma Galeotti, influencer e tiktoker di 19 anni che rientra a pieno in quel target che i politici nostrani hanno cercato a tutti i costi di raggiungere. La giovane ha poi proseguito asserendo che non basta “un video con delle scritte e delle musichette accattivanti” per agguantare i voti di Millenials e Gen Z, abitanti abituali dei social.

Questa lotta di like e followers si convertirà in voti effettivi? Questo nuovo approccio comunicativo da parte della nostra classe politica riuscirà a portare più giovani alle urne? Al momento non ci è dato saperlo, lo scopriremo tra qualche giorno. L’unica certezza che già abbiamo è che ancora una volta i social dimostrano di avere un immenso potenziale che nessuno -nemmeno la politica– ha intenzione di lasciarsi sfuggire.

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