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Natuzzi comunica ogni giorno attraverso decine di contenuti destinati a mercati, piattaforme e obiettivi diversi. A questo flusso quotidiano si affiancano eventi internazionali come Milano Design Week, Art Basel Miami e aperture di nuovi store, momenti in cui la necessità di produrre, adattare e pubblicare contenuti cresce in modo esponenziale.
Da una parte gestiamo il lavoro quotidiano di editing, adattamento e valorizzazione degli asset esistenti, trasformando immagini e video in contenuti destinati ai diversi touchpoint del brand. Dall’altra seguiamo direttamente i momenti di maggiore rilevanza internazionale, realizzando produzioni leggere e flessibili capaci di integrarsi con il ritmo degli eventi.
Produzione sul campo, post-produzione e strumenti di intelligenza artificiale fanno parte dello stesso processo, permettendo di ridurre i tempi di lavorazione, aumentare il numero di contenuti disponibili e garantire continuità visiva e narrativa.
In occasione di Art Basel Miami abbiamo seguito
il progetto fin dalle sue prime fasi, entrando nello studio dell’artista per raccontarne il processo creativo. Da un’intervista a due voci e dalle scene di lavoro abbiamo sviluppato tre teaser verticali e un video orizzontale, costruendo un percorso di avvicinamento capace di introdurre l’opera prima della sua presentazione ufficiale.
La stessa regia ha accompagnato il brand sul campo, tra lo showroom Natuzzi di Miami e Alcova, attraverso contenuti realizzati per l’opening e pensati per svelare progressivamente l’opera, il lavoro dell’artista e il dialogo con Natuzzi.
È un modo di lavorare che richiede presenza, rapidità e disponibilità a muoversi. Dalle ore di volo tra Roma e Miami ai treni presi per raggiungere Bologna e lo studio dell’artista, la produzione segue il progetto ovunque serva.
Per noi viaggi e spostamenti fanno parte del lavoro d’agenzia: significano vivere il progetto sul campo, ascoltare le persone, comprendere esigenze e dinamiche di business e trasformare ciò che accade in contenuti più autentici e rilevanti.
Durante la Milano Design Week la produzione ha integrato interviste, contenuti prodotto, racconto degli spazi e format editoriali sviluppati per esigenze differenti. Le conversazioni con designer e protagonisti della collezione hanno permesso di approfondire i nuovi prodotti, generando un forte coinvolgimento e trasformando il lancio in un’occasione di dialogo diretto con la community.
Il ritorno al Salone del Mobile dopo diversi anni, insieme alla presentazione del nuovo concept Design Studio, ha richiesto un linguaggio dedicato. Abbiamo realizzato format orizzontali pensati per valorizzare il progetto in modo più immersivo, richiamando il ritmo e la profondità dei contenuti editoriali e trasformando lo spazio in un racconto di visione, design e cultura del progetto.
Accanto ai contenuti di prodotto, il format Diaries ha restituito centralità alle persone che rendono possibile ogni evento. Riprese immersive con Insta360, backstage e scene di lavoro hanno portato il pubblico dietro le quinte, raccontando la preparazione, il coordinamento e l’energia collettiva che precedono l’apertura.
Lo stesso principio ha guidato “There’s no harmony without”, un racconto corale costruito insieme a designer, team e ospiti. Ogni persona ha completato la frase con la propria idea di armonia, contribuendo alla scrittura del contenuto e trasformando il messaggio del brand in una narrazione partecipata.
La progettazione dei contenuti ha seguito quindi una logica precisa, differenziando linguaggi e formati in base ai canali e agli obiettivi e l’approccio ha portato a una crescita significativa delle performance: +221% visualizzazioni dei contenuti, +122% visite al profilo, +97% copertura e +88% interazioni rispetto al periodo precedente.
Il sistema continua anche lontano dagli eventi, attraverso un lavoro quotidiano di editing e valorizzazione del patrimonio visivo già disponibile. Immagini, video, materiali di archivio e contenuti di prodotto vengono riorganizzati e adattati per generare nuovi format, mantenendo continuità tra campagne, canali e mercati.
Format come Rooted in Puglia trasformano l’archivio in un racconto dell’origine, mettendo in relazione paesaggio, materia, cultura e identità. Experience Harmony lavora invece sul prodotto, costruendo variazioni visive e narrative capaci di mostrare come ogni elemento possa entrare in dialogo con spazi, stili e modi di abitare differenti.
Qui l’AI interviene per amplificare e accelerare la creatività, aiutandoci a sperimentare linguaggi e prospettive inedite e a raccontare Natuzzi in modi prima impossibili.
Sperimentare linguaggi e formati ci permette di osservare la risposta del pubblico e trasformarla in indicazioni concrete per le produzioni successive. L’ascolto dei dati, dell’engagement e del tempo di visione guida così l’evoluzione dei contenuti: Rooted in Puglia è proseguito come territorio narrativo dedicato alle origini del brand, mentre Diaries, sperimentato durante il Salone, è diventato un format da sviluppare anche in altri momenti grazie alla capacità dei contenuti video e di backstage di generare coinvolgimento e restituire una dimensione più umana del progetto.
Lo stesso approccio ha accompagnato Design Studio, al quale abbiamo dedicato una sezione specifica all’interno di Projects e un video portfolio realizzato attraverso l’integrazione tra fotografie, materiali d’archivio e strumenti di intelligenza artificiale. Un lavoro di editing e ricomposizione che ha permesso di trasformare asset eterogenei in un racconto visivo unitario, capace di valorizzare il progetto e ampliarne le possibilità narrative.
L’introduzione di format originali, che combinano contenuti generati con l’intelligenza artificiale, riprese in tempo reale e storytelling editoriale, ha contribuito ad ampliare la capacità del brand di raggiungere e coinvolgere nuove persone.
Le visualizzazioni dei contenuti sono aumentate fino all’81%, la copertura del 69% e le interazioni del 74,5% rispetto al periodo precedente. La distribuzione ha inoltre superato ampiamente il perimetro della community già acquisita: su Facebook il 91,9% delle visualizzazioni è arrivato da non follower, mentre su Instagram la copertura esterna ha superato di oltre tre volte quella generata dai follower.
I nuovi format hanno prodotto anche 331 condivisioni e 184 salvataggi, confermando la capacità di creare contenuti da conservare, diffondere e seguire nel tempo.
L’analisi di questi risultati ci permette di riconoscere i linguaggi più efficaci, trasformare le sperimentazioni migliori in format continuativi e orientare con maggiore consapevolezza le produzioni successive.