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Scrivere per il turismo: poesia o marketing?

Parole in viaggio. La scrittura per promuovere il turismo

Diciamocelo subito: non esiste una verità assoluta quando si parla di comunicazione, scrittura e marketing. Non è vero che “un’emozione ci salverà” né che “l’unica cosa che conta è vendere”: la verità è che le parole, se usate bene, sono uno strumento potente, capace di suscitare emozioni e spingere chi legge a compiere azioni, prenotare una vacanza o compilare un form di richiesta informazioni.

Scrivere di un luogo, descriverne le caratteristiche e le tipicità, raccontarne tradizioni e usanze, attraversandolo fino agli angoli più nascosti, non è un lavoro (solo) da scrittori. Nessuna pagina web di un albergo o di un ente di promozione turistica potrà mai essere assimilata alla pagina di un romanzo. Il lavoro di chi usa le parole per generare azioni si chiama copywriting o scrittura professionale ed è quel tipo di scrittura che convince, persuade e seduce. Non si tratta di magia né di misteriose tecniche di persuasione occulta ma di un uso consapevole delle parole per raggiungere obiettivi.

Ne abbiamo parlato mercoledì 24 giugno 2014 con un ospite d’eccezione: Alfonso Cannavacciuolo, copywriter da oltre 15 anni, con la sua agenzia scrittura.org ha scritto e fatto vendere un po’ di tutto che  ci ha accompagnato in un coinvolgente viaggio tra letteratura e marketing.